di Vito Stano
Preventorio imbiancato per una mattinata, forse stamane è già tornato al suo splendore. Quello che conosciamo bene, che conosciamo tutti almeno indirettamente dalle numerose narrazioni degli ultimi dieci anni.
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| Il complesso del preventorio in secondo piano. Foto Vito Stano@2018 |
Durante questo periodo, a causa della mia ostinazione, il lineare filo rosso della storia di questo complesso immobiliare ha registrato qualche nodo, sempre rimasto irrisolto, e come dimostrano le immagini ha registrato una sola conferma: non c'è spazio per il recupero di questi spazi nella gestione straordinariamente ordinaria dell'Ente comunale né tantomeno per l'Ente provinciale, sotto la cui tutela patrimoniale più volte è stato rimpallato negli anni passati. Almeno in teoria. La realtà racconta storie di demolizione costante, di una messa in sicurezza che attende una primavera lontana che forse non arriverà mai. E intanto i più coraggiosi dentro e fuori vi abbandonano rifiuti di ogni genere. Sul ciglio della strada tanto da rendere difficoltoso chiudere il cancello, sempre che qualcuno voglia che resti serrato.
Dopo la caduta della neve aspettiamo soltanto la caduta degli intonaci, o quel che resta dei solai. Quello che molti cittadini non sanno, è che numerosi ragazzini scorazzano in questi luoghi dell'urbex cassanese giocando a fare gli esploratori, esattamente come faceva il sottoscritto, ed esattamente quanto valeva per il fanciullo che mi porto dentro, la percezione che gli adolescenti hanno dei pericoli è a dir poco limitata. Pertanto buon senso impone che gli adulti dovrebbero vigilare sui giochi che, seppur fuori da un contesto ludico predefinito, per chi li pratica sono e restano esperienze catalogate sotto la voce divertimento.
Prima che qualcuno si faccia male sul serio.

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