di Vito Stano
Saltato agli onori delle cronache provinciali con un articolo apparso qualche mese fa sulle pagine on-line del quotidiano la Repubblica, l'edificio in questione ha subito una rivisitazione al muro di cinta e la chiusura del cancello principale ma solo ieri (e chissà da quanti giorni) il viale è di nuovo accessibile agli avventori con buona pace dei sigilli apposti dalle Autorità preposte (se non erro la Polizia metropolitana del capoluogo).
| Muro perimetrale del Preventorio. Gennaio 2019. Foto Archivio Vito Stano |
Dopo la tre giorni di neve che aveva imbiancato e ridato un barlume di decoro a questo luogo, qualcuno non ha resistito e nuovamente ha decratato de facto la continuazione del degrado in un luogo che dovrebbe al contrario essere tutelato e per cui se possibile dovrebbe promossa la ricostruzione storica e l'importanza che il Preventorio ha avuto nei decenni passati per la comunità cassanese e provinciale.
Una memoria abbandonata all'incuria con superficialità dagli uffici che invece avrebbero avuto l'obbligo morale di conservarne archivi e documenti relativi a persone e fatti, che anche alla luce del recente adeguamento della normativa nazionale sul trattamento dei dati personali al regolamento dell'Unione Europea dovrebbe richiamare all'attenzione gli amministratori del Comune di Cassano delle Murge, poiché il bene insiste sul territorio cassanese, oltre che gli attuali possessori dell'immobile ovvero la Città metropolitana di Bari.
Il degrado chiama degrado. La cultura della bellezza e il senso di giustizia possono ridare dignità non solo ai luoghi vandalizzati e deturpati ma anche alle centinaia di persone che hanno vissuto parti della propria vita in quei corridoi, in quelle aule. E soprattutto di tutti quei ragazzi che a causa della cultura dominante dell'epoca hanno sopportato giudizi ed etichette. Questo luogo è (e potrebbe davvero diventarlo) un simbolo del passato da analizzare in quanto modello appunto di un sistema educativo e socio-assistenziale lontano anni luce da quello attuale.
Commenti
Posta un commento